America, west coast on the road
flavyboc 31 May 2020

"Un viaggio che sa di avventura, in luoghi dove la mente si perde e si può solo respirare.

Un viaggio fatto di sogni, di emozioni.

Un viaggio fatto di peripezie, di avventure e di avversità".

Questo è un viaggio durato due settimane, con zaino in spalla, delle jeep e l'America davanti.

Partiamo da Venezia, arriviamo a Francoforte, ripartiamo per Houston e destinazione Salt lake City, ed è lì che comincia il nostro viaggio.

La prima avventura comincia a Bonneville, lungo la strada ci imbattiamo nel nulla assoluto. Partiamo, usciamo di strada e ci facciamo un'oretta di sterrato nell'esatto niente.

Ma tutte queste peripezie ci portano al più bel paesaggio mai visto. Una vera e propria distesa di sale.

Decidiamo di prendere le macchine e di guidare nel niente assoluto, nell'assoluto silenzio, Noi, il rumore delle ruote sul sale e il tramonto davanti.

Dopo Bonneville, viaggiamo verso il Nevada, a Las Vegas, arriviamo dopo 10 ore di macchina e insomma quello che succede a Las Vegas rimane a Las Vegas.

Luci, fontane, gente, casinò, tutto questo è Las Vegas, è gente che si sposa in mezzo al nulla, piramidi che spuntano nel deserto, e tutto d'un tratto sei a Roma, poi a New York, poi a Parigi è una tappa che si deve fare, ma giusto per capire, cosa gli americani hanno creato nel bel mezzo del niente.

Ripartiamo, dopo due giorni a Vegas, destinazione Gran Canyon.

La cosa bella del viaggio in America on the road, non è solo la destinazione, ma tutto quello che incontri nel tragitto.

Tipici Diner americani alla Betty Boop, grandi milkshake, panini, banconi e patatine fritte in tipico mood americano.

La strada per il Grand Canyon è lunga arriviamo in tarda serata.

Il Grand Canyon è uno dei parchi nazionali più famosi dell'America, per la sua maestosità e ancora una volta il paesaggio ci ricorda cosa vuol dire la parola "immenso", è una sensazione incredibile si resta quasi senza parole, senza fiato.

Terza tappa del nostro viaggio, Page. Ci sveglia presto la mattina, abbiamo un appuntamento con due posti da lasciare senza fiato.

Scendiamo nell'Antelope Canyon, un posto magico, fuori dal tempo.

Le rocce rosse levigate da anni di acqua e aria ci lasciano senza fiato.

Dopo questo Canyon ci dirigiamo verso un altro vero e proprio capolavoro naturale, L'Horseshoe Bend.

Una meraviglia incomprensibile, scavata dal fiume Colorado nella roccia rossa. Ci si siede lì ad osservare un'altra immensità naturale. Lì seduti sul bordo con i piedi a strapiombo.

Ripartiamo in serata, guidiamo per altre tre ore, facendo qualche decina di km di sterrato e arriviamo a Bryce, troviamo un posto da veri cowboy per dormire.

Ci svegliamo con la neve, un sacco di neve, tantissima neve.

Siamo arrivati a Bryce Canyon mentre ancora i fiocchi di neve stavano cadendo, il cielo completamente grigio, non si vedeva quasi nulla.

Scendiamo il Canyon a piedi, e dopo qualche minuto smette di nevicare e davanti a noi l'ennesimo paesaggio surreale. Il rosso delle rocce, il bianco della neve e il verde degli alberi, semplicemente pazzesco.

Abbiamo camminato per ore su e giù per questo Canyon, è stata davvero una bella, faticosa, fredda, immensa giornata.

Proseguiamo e il nostro prossimo obiettivo è la Death Valley.

La Death Valley è un posto sconfinato, non c'è traccia di anima viva per miglia e miglia.

Ci arriviamo nel primo pomeriggio, a un paio d'ore dal tramonto.

La Death Valley va conquistata, così arriviamo a Zabriskie Point, lasciamo le macchine e affrontiamo un percorso di un'ora e mezza nel niente, passando tra gole di Canyon e salti di un paio di metri.

Una volta scesi, il cammino ci ha riservato delle sorprese, prima fra tutte il silenzio assordante. Un silenzio mai sentito, nessun rumore di foglie, di vento, di niente il silenzio puro.

Poi arriva la notte.

il buio.

Camminiamo nel buio più totale ma sopra di noi a farci compagnia c'è una stellata mozzafiato, una via lattea vista solo nei film di fantascienza.

Si riparte alla volta di Lone Pine, altre due ore di macchina.

Lone Pine è una piccola località della California, da non perdere le Alabama Hills, un paesaggio surreale e molto famoso, soprattutto perchè ha fatto da set a molti film western. raggiungibile anche in macchina

Salutiamo Lone Pine e zaino in spalla saliamo in macchina con rotta verso Sequoia Park sempre in California.

Non hai idea di quanto possono essere giganti delle sequoie fino a quando non verrai qui a vederlo con i tuoi occhi.

Ci siamo immersi in un bosco fatto di alberi alti quasi centinaia di metri.

Abbiamo camminato sopra le nuvole, letteralmente e fisicamente.

Per arrivare al parco siamo passati dal livello del mare a più di 1500 metri, ed eravamo sopra le nuvole. uno scenario mozzafiato!

Dopo ore di macchina finalmente l'OCEANO... Sunset state beach, vicino Port Watson Vile.

Arriviamo al tramonto e restiamo in spiaggia fino all' ultimo raggio di sole.

Una temperatura mite.

I piedi nella sabbia.

L'acqua così ghiacciata da far male (gennaio).

Colori talmente intensi che sembrano finti.

Si sta avvicinando la fine del viaggio, prossima tappa Silicon Valley.

Partiamo per l'ultima tappa San Francisco.

Arriviamo passando da Cupertino.

Andiamo allo store dell'Apple, quello nuovo nell'Apple Park, un posto fuori da ogni logica.

Passiamo da Google giusto per due foto... e poi andiamo alla NASA.

e poi PIXAR!

Arriviamo in serata a San Francisco.

La mattina dopo, colazione, zaino e si esce, alla conquista della città. La giriamo per lungo e per largo, saliamo sui tipici tram, andiamo a mangiare zuppe di gamberi al Pier, ammiriamo l'immensità del Golden Gate, spendiamo i nostri ultimi dollari e andiamo a vedere la città a Twin Peaks e riscendiamo da Lombart Street.

3912 CHILOMETRI. Facciamo le valigie si torna a casa!

  • biopaolo95
    1 month, 2 weeks ago
    Viaggio fantastico!!